CAPITOLO 9: I PREREQUISITI PER UNA
PROGETTUALITA' DEL BENESSERE
La descrizione della condizione degli adolescenti del Comune di Vicopisano, cosÏ come emerge dal lavoro svolto, evidenzia, all'interno di una situazione complessivamente positiva, una serie di possibili "agganci" per interventi di animazione sul territorio, di opportunit‡ per il tempo libero, di sostegno ai ragazzi in difficolt‡ e di supporto a quegli adulti che si occupano a vario titolo di adolescenti.
Prima di tratteggiare una serie di ipotesi progettuali operative, Ë tuttavia necessario esplicitare (senza pretese di esaustivit‡) alcuni nodi culturali, alcuni criteri di fondo, alcune opzioni di fronte alle caratteristiche specifiche del fenomeno in questione; solo cosÏ si potranno evitare ambiguit‡, incomprensioni, fraintendimenti, scarsa chiarezza di obiettivi e di metodi nell'operare concreto (rischio che spesso si corre quando si lasciano implicite ≠ ma non per questo neutrali- le scelte da operare.
Ö in primo luogo, in tema di adolescenza, occorre evidenziare la scelta della "normalit‡"; la condizione degli adolescenti deve essere affrontata nella sua globalit‡, con scelte complessive a livello di territori omogenei. CiÚ implica comunque la consapevolezza che tale normalit‡ si configura come situazione in mutamento, momento di passaggio, "crisi", in cui si prepara il terreno per un cambiamento; tale dinamicit‡ deve quindi essere assunta come un fattore positivo, e non come una obiezione o come una difficolt‡.
Si tratta quindi di progettare interventi di tipo preventivo e promozionale di ampio respiro, orientati a sostenere i singoli all'interno di una condizione di normalit‡; non si tratta, quindi, per gli adolescenti, di costruire complessi meccanismi di intervento a sostegno di situazioni-limite, pur presenti, ma anche proprio in quanto "limite" possono essere meglio trattati con approcci individuali, terapeutico-clinici, magari prevedendo anche un rientro di tali casi individuali all'interno della progettazione pi˘ ampia.
Inoltre Ë fondamentale sottolineare la centralit‡ della famiglia, come luogo primario di riferimento per l'adolescente, da sostenere e aiutare, inserendola all'interno di circuiti relazionali pi˘ ampi, e prevedendo interventi di supporto per i genitori. Si tratta di un supporto ad una funzione che la famiglia gi‡ svolge, e che quindi deve essere capace di valorizzare le risorse gi‡ presenti nel nucleo familiare (genitori, ma anche fratelli, o famiglia allargata, laddove ancora esistente e funzionante).
Non quindi interventi a sostituzione del nucleo familiare, ma la costruzione di una serie di supporti che rendano la famiglia pi˘ capace di funzionare come agente di socializzazione, come accompagnatrice nel passaggio dall'infanzia all'adolescenza, senza interrompere quella "confidenza" che abbiamo visto caratterizzare l'atteggiamento degli adolescenti verso la famiglia.
Naturalmente il salto che occorre chiedere alla famiglia Ë proprio la capacit‡ di uscire da una prospettiva autoreferenziale, familista-tradizionale, per una dimensione di apertura e di coinvolgimento con le altre realt‡ presenti sul territorio (scuola, associazionismo, servizi sociali e di animazione, ecc.).
Altro punto essenziale Ë la centralit‡ delle relazioni interpersonali, per l'esperienza dell'adolescente; a tale proposito si tratta in primo luogo di riconoscere la differente natura di tali relazioni, che potrebbero essere schematizzate su tre tipologie:
- la relazione con i pari, con i coetanei, "compagni di viaggio";
- le relazioni con i genitori, "rifugio sicuro"
- i rapporti con altri adulti, nelle differenti situazioni (la scuola, ma anche l'associazione sportiva, o altri gruppi).
Ciascuna di esse ha sue caratteristiche specifiche, che spesso vengono vissute(soprattutto dagli adulti) come conflittuali; si tratta invece di riconoscere le diverse funzioni che ciascuna di esse svolge per il singolo adolescente, e di coordinarle all'interno di un progetto di sviluppo armonico della sua personalit‡.
Connessa al punto precedente Ë la necessit‡ di coordinare, a livello territoriale, le attivit‡ e le iniziative svolte dalle singole agenzie che intervengono sull'adolescenza. Spesso infatti Ë l' adolescente, da solo, a scegliere all'interno delle varie opportunit‡ disponibili, spesso "assemblando pezzi" che appartengono a puzzle diversi, senza collegamento.
Da questo punto di vista appare prioritario un diverso coinvolgimento dell'istituzione scolastica all'interno delle iniziative rivolte agli adolescenti, in modo da realizzare progetti coordinati di interventi, in cui ciascuno, secondo le sue specificit‡, persegua obiettivi omogenei per lo sviluppo degli adolescenti.