CAPITOLO 8: RIFLESSIONI CONCLUSIVE
La caratteristica multiprospettica del presente lavoro mette in evidenza il fatto che la dimensione familiare Ë "punto di vista" ineliminabile per ricostruire il vissuto di ogni individuo, dal moment che Ë attraverso le relazioni con i membri della propria famiglia che ogni persona costruisce ( e ri-costruisce nel corso del tempo) la propria identit‡ ed il rapporto con la realt‡.
A maggior ragione tale dimensione Ë significativa quando ci si occupa di una et‡, quale Ë l'adolescenza, in cui si avvia quel processo di negoziazione delle distanze, di messa in discussione di valori e modelli di vita, di presa di coscienza di sÈ in contrapposizione all'altro, che Ë la costruzione del proprio io.
Per gli adolescenti interpellati, di fatto, i genitori costituiscono tuttora il punto di riferimento prioritario del ragazzo, "oscurando" gli interlocutori esterni (insegnanti, adulti esterni alla famiglia, anche amici, soprattutto se di fronte ad un problema).
Durante l'adolescenza, comunque, le figure genitoriali vengono ancora percepite come un punto certo di riferimento, come la propria origine a cui poter ritornare di fronte a difficolt‡ o problemi, o, pi˘ semplicemente, su cui poter contare nella quotidianit‡, sia pure in un rapporto che Ë inevitabilmente "asimmetrico"; siamo quindi in una situazione in cui la relazionalit‡ degli adolescenti con i genitori viene comunque percepita in modo estremamente positivo.
Sulle modalit‡ di impiego del tempo da parte degli adolescenti emergono alcune divergenze nei confronti del mondo adulto; l'uso del tempo libero si presenta nel complesso abbastanza articolato; per gli adolescenti esistono stili di vita differenziati, che vanno dalla socializzazione intensiva fino a modelli di uso del tempo" proprio" basati sull'introspezione, sulla riflessione e quindi prevalentemente solitari.
Questa differenziazione sembra mettere in difficolt‡ gli adulti, che faticano a descrivere in modo sintetico il rapporto degli adolescenti con il tempo; dandone definizioni anche contrapposte, legate da un lato a tali diversit‡, dall'altro ad una incapacit‡ di comprendere il valore, per l'adolescente delle ore passate a "ciondolare qua e l‡" insieme agli amici, alla ricerca non di qualcosa da fare, ma dello "stare insieme" puro e semplice.
Sembra quasi che agli occhi degli adulti il problema del tempo libero degli adolescenti sia la sua "produttivit‡", il suo essere "utile per", aspetti che invece sono scarsamente funzionali ai desideri dell'adolescente rispetto al tempo di cui Ë padrone (ed in cui egli vuole "essere", e non "fare").
L'uso del tempo Ë comunque un primo campo di prova in cui l'adolescente comincia a sperimentare la propria capacit‡ di gestione autonoma; la disponibilit‡ di tempo da poter gestire, insieme alle opportunit‡ che provengono dall'ambiente esterno al nucleo familiare, costituiscono cosÏ la prima occasione per "uscire" verso il mondo.
In questo senso occasioni "esterne" alla famiglia particolarmente rilevanti, per il time budget del minore, sembrano essere in primo luogo le attivit‡ svolte in compagnia (sportive, ma non solo, anzi, il pi˘ delle volte determinate solo dallo stesso "stare in compagnia", come contenuto ultimo).
E' questo del resto solo l'inizio di una ricerca di "conferma dell'identit‡" attraverso i propri simili, che si incarna nella crescente importanza del gruppo dei pari, o comunque nella relazione pi˘ o meno stretta con i coetanei, che sono specchio di se stessi, e quindi sicuramente amici, non estranei.
Un'attenzione specifica merita, nell'elenco di attivit‡ svolte dall'adolescente nel tempo libero, il ruolo e lo spazio occupati dal mezzo televisivo. In primo luogo il mezzo televisivo viene fruito prevalentemente all'interno del nucleo familiare, ergendosi cosÏ quasi come membro a pieno titolo della famiglia dell'adolescente; tuttavia questo non significa che la sua presenza faciliti la comunicazione tra i familiari; in famiglia non si parla con la televisione, o grazie alla televisione, ma al massimo si parla "della" televisione; piuttosto, Ë la televisione che parla a tutta la famiglia solidalmente, e ai suoi membri individualmente.
In secondo luogo appare significativa la collocazione solo al quarto posto, tra le attivit‡ svolte nel tempo libero, dell'uso della televisione, dopo le attivit‡ svolte con gli amici ("chiacchiero o esco con gli amici") e dopo le attivit‡ sportive; il dato Ë rilevante per la sua scarsa veridicit‡, che evidenzia un problema sottostante. In effetti se quasi tre adolescenti su quattro passano almeno tre ore al giorno davanti alla televisione, appare improbabile che altre attivit‡ possano impegnare un tempo superiore.
Ma il punto Ë proprio questo: all'interno delle graduatorie delle attivit‡ ("cosa fai nel tempo libero"), prevale una valutazione non puramente quantitativa (numero di minuti passati a fare questo o quell'altro), ma un giudizio di tipo qualitativo, che attribuisce maggiore "peso specifico" al tempo passato con gli amici (probabilmente perchÈ Ë pi˘ "bello), o alle attivit‡ sportive, in questo caso perchÈ tali attivit‡ si articolano come impegni costanti, con scadenze fisse, eterodirette, e che quindi "occupano il tempo in modo pi˘ autoritario e sensibile di quanto non faccia la televisione, che occupa di fatto un maggiore arco di tempo,, ma in modo "persuasivo", senza "imporsi".
Il viaggio verso la vita, per l'adolescente, Ë comunque cominciato quindi egli cerca sostegni, aiuti, conforti per questa sfida: li trova soprattutto in chi, come lui, deve affrontare le medesime prove e superare gli stessi ostacoli: i suoi coetanei.
Le relazioni con i coetanei nascono nell'adolescenza, e si alimentano di libert‡, di intimit‡, per piccoli gruppi, essi costituiscono inoltre uno dei contenuti forti della partecipazione dell' adolescente a momenti pi˘ formalizzati, quali l'adesione a gruppi o associazioni o la partecipazione ad attivit‡ di tipo sportivo, giungendo a riempire di "gusto dell'amicizia" anche ambiti quasi totalmente diretti da altre regole, codici e soggetti.
Anche nella famiglia, naturalmente, Ë spesso possibile sperimentare il sostegno reciproco tra fratelli, momento di solidariet‡ e di fraternit‡ di fronte ai problemi che si incontrano.
Ed Ë a questa "compagnia d'avventura", che nasce anche laddove "altri comandono", che l' adolescente si affider‡ sempre di pi˘, nel percorso verso l'autonomia e verso l'et‡ adulta; insieme ad essa, Ë pi˘ facile vincere le sfide future; senza di essa, i problemi saranno certamente maggiori.